Sulle cooperative ‘spurie’ e la vicenda Castelfrigo

Sulle cooperative ‘spurie’ e la vicenda Castelfrigo

A un anno dalla depenalizzazione del reato di somministrazione fraudolenta introdotto dal Job Act, le “esternalizzazioni fittizie” di manodopera sono tema di confronto – e talvolta di scontro – nel settore della lavorazione carni, uno dei più coinvolti dalla revisione delle tipologie contrattuali. A Castelnuovo Rangone, punta di diamante della lavorazione carni modenese, è andata in scena di recente una serie di proteste che hanno visto coinvolti da una parte i facchini delle cooperative di Ilia, Job Service e Work Service e dall’altra Castelfrigo srl, azienda modenese specializzata nella lavorazione di carne suina. Essendo assolutamente d’accordo sul fatto che questa depenalizzazione avvantaggi le cosiddette cooperative “spurie”, create con l’unico scopo di abbattere i costi sulla pelle dei soci, nei confronti delle cooperative che, come noi, rispettano le regole e, quando è necessario, si assumono le responsabilità di scelte commerciali non favorevoli retribuendo, comunque, i soci lavoratori sulla base di quanto previsto dal C.C.N.L., ci permettiamo di invitare alla riflessione su alcuni aspetti di fondamentale importanza, e cioè: La non tanto casuale e recente “riscoperta”, ad opera di enti di controllo, associazioni di categoria, sindacati e media delle “secolari” questioni delle false cooperative, dello sfruttamento dei lavoratori e dei contratti di appalto irregolari; L’utilizzo, in questa strumentale caccia alle streghe, della Castelfrigo come unico capro espiatorio nonostante, unica fra tutti, sia arrivata alla conclusione di un lungo e faticoso accordo con le parti sociali; L’ambiguità del ruolo svolto dai sindacati, contro i quali si è levato un contro-sciopero a cui hanno aderito anche molti dipendenti diretti della Castelfrigo come si può leggere qui Pertanto, ribadendo decisamente, da una parte, il nostro...